SCALA 1:20 
Betti Sperandeo

02. 12. 25 – 08. 12. 25

SCALA 1:20 mette in dialogo pittura, architettura e design attraverso una serie di oli su tela 20×25 cm: piccoli nel formato, ma trattati come maquette emotive di visioni più ampie.

Ogni dipinto nasce come pianta o prospetto, studiato con la stessa cura progettuale di un interno. Composizioni, colori e pieni/vuoti sono pensati per connettersi allo spazio reale di chi li accoglierà, diventando parte dell’ambiente. Al centro, le figure femminili di Betti: i corpi, spesso di spalle o senza volto definito, essenziali e raccolti, abitano fondi piatti in gesso acrilico che ne esaltano postura e gesto.

Accanto alle opere, una microarchitettura in lamiera piegata, sviluppata con il designer Marcelo Salinger Becker: un contenitore a doppia facciata, utilizzabile come nicchia o volume sporgente: il quadro può ruotare e spostarsi, trovando ogni volta una nuova relazione con luce, pareti e arredi.

Alcuni dipinti di Betti si espandono anche in versione digitale grazie alla collaborazione con Tea Ferrari.

Il percorso espositivo, curato da Massimo B. Randone, mette in risonanza quadri, contenitori e animazioni con l’architettura minimale, creando un ambiente limpido e immersivo, dove ogni opera può respirare e definire il proprio ruolo.


Betti Sperandeo

Architetta, laureata al Politecnico di Milano nel 1988, negli anni Novanta fonda con Clara Bona ed Elisabetta Pincherle lo studio “studio98”. Vive e lavora a Milano, affiancando all’attività di progettazione d’interni e grafica una ricerca pittorica centrata sul colore come struttura dello spazio.
Dopo la personale “Di figure e di sfondi” (Galleria Zanuso, 2021), espone i progetti “Quaderno 23” (2023) e “Quaderno 24” (2024) a Spazio Orso, Milano, e partecipa nel 2024 alla fiera Arte in Nuvola a Roma.

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SCALA 1:20 brings painting, architecture, and design into dialogue through a series of 20×25 cm oil paintings: small in scale, yet conceived as emotional maquettes of broader visions.

 Each work is designed like a plan or elevation, crafted with the same precision as an interior project. Compositions, colors, and the balance of solid and empty spaces are all conceived to connect with the real environment in which the work will be placed, becoming part of it. At the center are Betti’s female figures: bodies—often seen from behind or without defined faces, essential and contained—set against flat acrylic gesso backgrounds that highlight posture and gesture.

 Alongside the paintings, the exhibition includes a folded sheet-metal micro-architecture developed with designer Marcelo Salinger Becker: a double-faced container that can function as a niche or as a projecting volume. Thanks to a magnetic system, each painting can rotate and shift, finding a new relationship with light, walls, and furnishings.

 Some of Betti’s works also extend into digital form through her collaboration with Tea Ferrari.

 The exhibition, curated by Massimo B. Randone, brings paintings, containers, and animations into resonance with minimal architecture, creating a clear and immersive environment in which each work can breathe and define its own role.



Betti Sperandeo